Ci penso sempre.... quando vedo i bambini uscire dall'asilo, quando parlo con le mie amiche che sono insegnanti... avrei voluto fare la maestra a tempo pieno, e invece...
Da quando ho 20 anni faccio supplenze, oppure lavoro per cooperative che pagano poco o lavorano male, faccio la babysitter, pre e post scuola, oratori estivi, animazione di feste di compleanno, non iscrivendomi mai a nessun concorso pubblico, pensando di riuscire a lavorare presto e bene nel privato, e invece niente.
Poi le colpe le ho anche io, ho avuto qualche ingaggio buono, ma appena non mi piacevano le colleghe oppure trovavo qualche altro ostacolo, me ne andavo subito, avrei invece dovuto capire che nella vita non si scappa ma tutto si affronta e si risolve e che come unica e ultima via d'uscita, c'è l'andarsene da un ambiente di lavoro che non ci piace.
Ora che ho 30 anni e non ho un lavoro, l'ho capito, ma è tardi.
Non si trova lavoro e soprattutto non quello che vorrei fare io.
Di rimpianti ne ho tanti, non posso certo scrivere che non ne ho e che tutto quello che ho fatto lo rifarei, il rimpianto c'è e appena te ne dimentichi ritorna a galla qualche immagine o qualche ricordo e allora continui a pensare.
Non piango e non sono triste, so che ho tanto, una bella famiglia unita e il dono di un figlio che è davvero una cosa straordinaria e che ti cambia la vita in meglio, ma non riesco a non pensarci quando mi fermo e immagino Gabriele da grande, quando non dipenderà più da me, io avrei avuto un lavoro a cui tornare, una classe da gestire, dei lavoretti per le feste da colorare, delle riunioni da fare, delle recite da inscenare, tutto quello che fin da piccola ho sempre amato, ora è ciò che sogno di più e a cui potevo tranquillamente arrivare se avessi avuto più pazienza, se solo mi fossi fermata a pensare di più, se solo... e sono tutti questi se che fanno male.
Fino a due anni fa io ero un'educatrice a tutti gli effetti, avevo una classe, delle responsabilità, ma me ne sono andata e ora è la mente, è la razionalità con cui devo fare i conti.
Non sogno di fare l'attrice, la cantante o la velina, solo l'insegnante della scuola dell'infanzia eppure sembra ancor più difficile che fare la starlette della tv.
Penso certo, anche al mio bambino, a quando è nato, all'immensa gioia e ricchezza che mi da averlo e a questo collego anche il fatto che avendo un figlio, sarei stata una maestra ancor più brava, ancor più sensibile, ancor più in sintonia con le mamme.. e tutto questo non lo posso dimostrare.
Se dovessero farmi scegliere tra il lavoro dei sogni e mio figlio, non avrei dubbi, certo Gabriele è più importante e allora, essendo consapevole che nella vita ci sono altri problemi e molto più gravi, ripongo il mio sogno nel cassetto, dove in fondo è sempre stato, perché mai l'ho realizzato davvero, lo custodirò con amore e bei ricordi, ripensando a quella bimba che col grembiule della scuola giocava a fare la maestra e pasticciava l'anta dell'armadio di suo nonno col gessetto.
Su su!!! basta musi lunghi... era solo un pensiero che volevo condividere con voi, se c'è qualche mamma come me insoddisfatta del lavoro, possiamo sostenerci a vicenda... dai mamma, siamo forti noi!!!!
Pamy







rimpianti ce ne sono penso sempre...con questa crisi poi è tutto più difficile, faccio un lavoro full time in uno studio legale e desidero il part time ma qui non è possibile anche se con questi problemi economici forse dovrei tenermi stretto quello che ho. Cerco di sfruttare qualitativamente le ore che passo con i miei bambini e spero che alla fine guardandomi indietro rimanga soddisfatta di come li ho fatti crescere...comunque incrocio per il futuro lavorativo le dita per entrambe :)
RispondiEliminaGrazie Barbara, si ci saranno sicuramente tempi migliori, e consapevole del fatto che i rimpianti li ho, vado avanti cercando di non fare più gli stessi errori e penso che tutto ciò che ho fatto fa parte di me e mi rende la donna che sono oggi, lati positivi e negativi compresi! :)
RispondiEliminaun abbraccio
Dal punto di vista del lavoro posso solo essere contenta. Volevo fare lingue (traduttrice, mediatrice... ) e invece son finita a Scienze dell'educazione per il rotto della cuffia, secondo le mie inclinazioni di bambina. Volevo fare la maestra, l'educatrice nelle scuole... e invece lavoro con i tossicodipendenti in recupero, in una comunità terapeutica. E' stato amore a prima vista. Nonostante gli orari e lo stress psicologico.
RispondiEliminaLe 30 ore più belle e più difficili contemporaneamente.
Mi dispiace conoscere questi risvolti della tua storia, perché oggi non è praticamente mai possibile scegliere.
Ma non desistere: quando deciderai, proponiti, cerca, sappi valorizzare tutto ciò che sai fare. Magari troverai qualcosa che nemmeno avevi pensato.
La tua dolcezza e la tua frenetica attività qui in Rete dicono solo una piccola parte, non oso immaginare tutto il resto!!! ^_^
Grazie Carla... un abbraccio
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