Non sapevo bene come cominciare questo post.
Ci ho pensato e ripensato, volevo usare una frase iniziale ad effetto, un titolo che vi poteva incuriosire, perché sono sicura che quello che sto per scrivere lo vivono in tante, ma alla fine mi sono messa alla tastiera e ho lasciato che i miei pensieri uscissero così, senza programmare, un po' come se voi foste le mie amiche, e con le amiche si parla come un fiume in piena e io così voglio fare.
Da quando è nato il mio bambino due anni fa, ho avuto la fortuna di seguirlo e crescerlo 24h su 24, ma ora che voglio tornare a lavorare, a fare l'educatrice di asilo nido, vedo solo porte chiuse in faccia, nasi che si arricciano perché sono mamma, perché sono giovane e sicuramente un altro figlio lo faccio,
perché il mio bimbo è piccolo e si ammalerà spesso e io di conseguenza prenderò permessi o ferie, non importa se io ad ogni colloquio dico che va all'asilo nido e che ho 3 nonni che mi aiutano, ma va questo non lo sentono, e ad un colloquio è venuto pure fuori che l'andare all'asilo nido non è una nota positiva, perché lì i bimbi si ammalano e quindi starebbe a casa spesso e io chiederei permessi a go go... giusto no?!!!! Discriminare in tutto e per tutto una mamma che vuole tornare a fare il lavoro che ama, che ha 10 anni di esperienza, che ancora adesso da consulenze amichevoli alle sue ex mamme dei bambini che hanno frequentato con me l'asilo nido... questo non importa, tutto viene infangato dalla mia meravigliosa maternità che però a tutti da problemi e pensieri, eppure un'educatrice mamma è un'educatrice migliore, ne sono convinta, perché ho visto il cambiamenti nell'approccio con i bambini, ma soprattutto con le mamme, che capisco meglio, in cui mi immedesimo e che ascolto con orecchio diverso, le posso aiutare davvero adesso, perché per molte cose ci sono passata anche io.... ma nulla, tutto questo nessuno lo guarda... nessuno lo apprezza.
Per non parlare del fatto che ho deciso di non essere più sfruttata e quindi non accetto più incarichi, e vi assicuro ne ho ricevuti tanti, dove si lavora per 8/10 ore e la retribuzione è di 500 euro se non meno, con contratti a progetto o anche peggio, dove si, come ho fatto in passato, puoi fare se non hai famiglia o sei appena uscita da scuola, ma non adesso, ovviamente di avere una persona con tanta esperienza, che renda la qualità del lavoro migliore, non interessa a nessuno e tutti ripiegano su ragazze giovani, senza esperienza, che vanno formate daccapo e che accettano retribuzioni al limite dello schiavismo.
E poi ci sono anche quelle scuole dell'infanzia, perché ho provate anche lì, che ti dicono che preferiscono le laureate, io ci credo poco... l'esperienza fa molto più dello studio, e poi io sono nel vecchio ordinamento che può insegnare solo col diploma... comunque non nascondo che prima di sposarmi avevo tante proposte e ora stop, chissà come mai, tra l'età e la situazione famigliare vengo sempre scartata... e questo mi fa una rabbia tremenda, rifarei mio figlio altre 100 volte, perché è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata e se gente che lavora per e con i bambini non lo capisce e lo reputa un problema, non dovrebbe nemmeno fare il lavoro che fa.
Penso sempre anche che le scuole stesse hanno pochi fondi , hanno pochi soldi e non possono pagare molto, ma sicuramente non si può proporre ad una persona, con o senza esperienza, vecchia e giovane che sia, di lavorare quasi gratis.
Ciò che si da, è ciò che si riceverà.







Cara Pamela , che dirti, questo non è assolutamente un paese per mamme! E ce ne accorgiamo ogni giorno purtroppo. Ho perso il mio lavoro fisso quattro anni fa è da allora trovo solo cose gratis che dopo poco abbandono perché demotivata...credevo che nel tuo settore ci fossero più possibilità e diventare mamma facesse in qualche modo curriculum ! Comunque tieni duro e vedrai che qualche scuola illuminata la troverai di sicuro:-) ti abbraccio
RispondiEliminaCiao Francesca, io tengo duro ma le speranze di continuare a fare il mio lavoro svaniscono sempre di più, io mi sento demotivata e sono molto giù di morale, nessuno chiama e se chiamano è per proporre stipendi quasi da sfruttamento.
RispondiEliminaE poi ho 31 anni e più passa il tempo più divento "grande" e secondo me, invece di essere positivo, io sono messa da parte.
In bocca al lupo anche a te, sperando che in Italia le cose cambino presto
Un abbraccio
Hai perfettamente ragione è un tuo diritto lavorare, ma purtroppo come dice anche Francesca questo non è un paese per mamme. Io ho avuto il mio bimbo un pò tardi (ho 40 anni), non riuscendo prima a restare incinta. Mi sono sposata a 32 anni lavoravo come dipendente ma con contratti a termine e mi dovevo rimettere in gioco di frequente cercando lavoro: ebbene già allora mi sono sentita dire che ero in un'età a rischio figli (manco fosse una grave malattia!! E' pazzesco!). Figuriamoci se si hanno figli che magari si ammalano!! Ora lavoro autonomamente ma non è facile scontrarsi con un mondo così fatto solo per lavorare e produrre senza rispetto per la persona.
RispondiEliminaA proposito il tuo post mi è piaciuto ed ho pensato di votarlo in Top of The Post:
http://weddingplannerinbrianza.blogspot.it/2014/09/top-of-post_29.html
Grazie Patrizia per il tuo commento e anche per il voto, vado subito a sbirciare.
EliminaPer quanto riguarda quello che dici sul lavoro, un po' mi sento capita, perché so, che ci sono altre mamme nella mia situazione, ma d'altra parte vorrei non fosse così, perché questo vuol proprio dire che siamo in un paese che va al contrario, che non da alle mamme la giusta importanza e soprattutto un lavoro da fare senza patemi se il bambino si ammala o se si rimane incinte.
Ora come va il tuo lavoro autonomo?
spero bene, sei una mamma e donna in gamba che ha saputo reiventarsi e ricominciare, e invece di piangere su me stessa, dovrei fare come te, ma nemmeno essere lavoratrici autonome è facile, quando sei mamma ci sono un sacco di ostacoli stupidi, che non dovrebbero esistere...
Ciao! Il tuo sfogo mi ha colpito molto, perché sto vivendo anche io una situazione simile alla tua. Dopo anni a fare la gavetta in studi professionali, spesso non pagata o pagata solo delle spese di trasporto, da gennaio sono a casa perché con una famiglia il mio lavoro è abbastanza inconciliabile. Io poi non ho nonni vicini che mi possono aiutare se mio figlio si ammala, mio marito lavora fuori tutto il giorno (e per fortuna che almeno lui un buono stipendio fisso ce l'ha!) e quindi quando c'è bisogno sono io che devo correre. Per questo, ora ho preso atto che quello per cui ho sempre studiato e lavorato forse non lo posso più fare e sto cercando anche io di ricominciare altrove. Ma non è facile e nessuno ci aiuta. Ho provato anche a mettermi in proprio, ma se non guadagni bene, tutto se ne va in tasse perché invece di aiutare chi cerca di partire, lo stato ci chiede di versare anticipi su anticipi per gli anni a venire. E' assurdo! Ma noi mamme abbiamo mille risorse, ne sono sempre più convinta! Cerchiamo di pensare sempre positivo e non buttarci giù, anche grazie agli esempi di quelle come noi che magari ce l'hanno fatta!
RispondiEliminaScusa lo sfogo e un grandissimo in bocca al lupo per il tuo futuro e quello della tua famiglia!
Un abbraccio
Manuela
Ciao Manuela, grazie per avermi scritto, sono contenta di scambiare 4 chiacchiere con chi, davvero mi può capire, io ti dico, so che mi risolleverò, ma non c'è giorno in cui il mio lavoro mi manca, e io so, che non riuscirò più a fare l'educatrice, senza abbassarmi a certe condizioni, tipo la paga misera, e non so proprio se riuscirò ad accettare di essere così sfruttata, non lo vedo giusto, mi sembra un'ingiustizia paurosa, oltre al fatto, che in questo periodo non arriva nessuna proposta.
RispondiEliminaPosso immaginare come ti senti a dover rinunciare al tuo lavoro
Posso chiederti qual'è il tuo lavoro?
Prova a pensare che tutto quello che fai, tutto quello a cui rinunci è per tuo figlio, per farlo stare bene, te lo potrai godere senza mezze misure, e nella vita, non è mai troppo tardi e potrai riprendere il tuo lavoro appena crescerà
Un abbraccio grandissimo
Grazie a te Pamela per la risposta. Io sono laureata in Geologia e finora ho sempre lavorato in studi di professionisti, che spesso hanno scadenze da rispettare e stanno in ufficio tutto il giorno o in giro nei vari cantieri. So che se sto a casa mi posso godere mio figlio di più ed è quello che faccio! Ma lui comunque va all'asilo (e adora andarci quindi non lo tengo a casa per farmi compagnia!) e poi andrà a scuola... Purtroppo sul fatto che potrò riprendere a lavorare appena crescerà sono scettica, nel mio campo non è così facile...Ma ti ringrazio per le tue parole piene di speranza, valgono anche per te sai? ^_^
RispondiEliminaComplimenti per il tuo Blog!
Un altro abbraccio
Manuela
si certo vale anche per me, me lo ripeto spesso, perché voglio credere che la bravura e l'amore per ciò che si fa siano ripagati in qualche modo, voglio essere ottimista.
EliminaGrazie per i complimenti, è bellissimo quello che hai studiato.
Pensa anche il mio bimbo va all'asilo e non sai quanto mi manca il mio lavoro ogni volta che lo porto o lo vado a prendere, perché vedo le educatrici e quello che fanno e provo invidia, ma un'invidia buona e sana, sono contenta per loro e apprezzo ancor di più quello che fanno, perché so la passione e il sentimento che ci mettono, nonostante in Italia, l'istruzione e l'educazione non siano molto incentivate purtroppo, e chi ci lavora dentro lo sa bene.
Un abbraccio grandissimo e spero di sentirti spesso